Negli ultimi giorni si è registrata una convergenza, tra il premier Giorgia Meloni e la segretaria del PD Elly Schlein, è la violenza sulle donne. Un dialogo facilitato dopo l’orrore che ha riguardato Giulia Cecchettin, la 22 enne uccisa dall’ex fidanzato.
Dopo una telefonata tra le due Donne, l’accordo e il lancio d’inizio ha avuto luogo in Senato. L’Aula semideserta di Palazzo Madama a inizio seduta, fotografata e postata sui social dalla senatrice Pd Susanna Camusso. Col passare delle ore, le sedute sono poi andate riempiendosi. La chiacchierata fra Schlein e Meloni è arrivata dopo giorni di abboccamenti, di messaggi a distanza fra le due. “Almeno sul contrasto alla mattanza lasciamo da parte l’aspro scontro politico, proviamo a far fare un passo in avanti al Paese”, ha detto Schlein. Un primo risultato c’è stato poche ore dopo: “Apprezzo il segnale che ha dato la maggioranza – ha sottolineato la segretaria durante la direzione del partito – con il parere favorevole all’ordine del giorno che chiede di mettere risorse alla formazione degli operatori e delle operatrici e di calendarizzare in tempi rapidi le proposte di legge che insistono sulla prevenzione, compreso il nostro sull’educazione al rispetto e all’affettività in tutti i cicli scolastici”. Con l’astensione delle opposizioni, l’Aula ha dato il via libera anche all’ordine del giorno del capogruppo di FdI Lucio Malan per inserire nei programmi scolastici l’educazione “al rispetto”.
Il presidente del M5S Giuseppe Conte, propone incontri nelle scuole sul tema dell’educazione sessuale , che però è tema che tocca molte e diverse sensibilità nelle forze politiche, specie in quelle di centrodestra. Resta il fatto che gli ordini del giorno si limitano a indicare un impegno generico. Il passo più concreto fatto in giornata è stato invece l’approvazione all’unanimità del disegno di legge contro la violenza alle donne che, tra l’altro, prevede pene più severe, l’arresto in flagranza differita e vie prioritarie per i processi. “Questa di oggi è una bella pagina che abbiamo scritto insieme”, ha commentato in Aula la ministra alla Famiglia Eugenia Roccella. Voto unanime, ma con perplessità. Per Schlein non è sufficiente: “La violenza di genere è strutturale, non basta la repressione”.
Raccogliendo l’appello di Elena, la sorella di Giulia Cecchettin, in serata i deputati del Movimento hanno “osservato” un “minuto di rumore”, battendo le mani a ritmo sugli scranni, durante la seduta della Camera.