Il rapper e produttore Thasuph, nome d’arte di Davide Mattei, ha condiviso alcune storie attraverso il suo secondo profilo Instagram, rivelando di essere nuovamente ricoverato per un’ansia che gli sottrae “anni di vita”. Questo non è il primo episodio: già a settembre aveva affrontato un periodo simile.
“Lo dico in tutte le canzoni, l’ansia non è più gestibile”
Con un coraggio ammirevole, Thasuph ha dichiarato pubblicamente che l’ansia non è più gestibile e si impegna a farla sparire per poter tornare a dedicarsi alla sua passione, la musica. Questo dramma personale, già trasformato in arte nel brano “6itch 2”, non è isolato. L’ansia sembra essere diventata un male pervasivo, affliggendo milioni di persone, soprattutto giovani. Secondo l’ultimo report dello European Study on the Epidemiology of Mental Disorders riportato dall’Istituto Superiore di Sanità, circa tre milioni e mezzo di persone adulte hanno sofferto di un disturbo mentale negli ultimi 12 mesi; di questi, quasi due milioni e mezzo hanno presentato un disturbo d’ansia.
La Generazione Z emerge come protagonista nel dibattito sulla salute mentale, abbattendo tabù e stereotipi. Cinema, musica, e televisione risuonano di storie che affrontano apertamente l’ansia, e l’approccio della GenZ, che mette in discussione il silenzio imposto sulle emozioni, contribuisce a rendere il problema visibile e discusso.
Nel prossimo film di Disney e Pixar, “Inside Out 2”, l’ansia sarà un’emozione chiave, riflettendo il ruolo centrale che questa generazione avrà nel film. La GenZ si presenta come una forza trainante per aprire il dialogo su questioni cruciali, come il lavoro, le relazioni e le aspettative, tutte fonti significative di stress per i giovani. Il termine “ansia” si impone come il protagonista delle conversazioni post-pandemia, evidenziando il cambiamento culturale rispetto alla generazione precedente, i Millennials, che spesso celavano le proprie emozioni.
La GenZ ha abbracciato il confronto aperto sulla salute mentale, rifiutando di tacere anche se ciò comporta un rischio di ridondanza. Musica, cinema e serialità oggi agiscono come specchi di questa necessità di esprimere e condividere, ribadendo che l’arte non può escludere il dibattito sulla salute mentale. In un’epoca in cui parlare delle proprie emozioni è essenziale, l’arte diventa un veicolo potente per riflettere e trasmettere un messaggio di comprensione e accettazione.