La Top11 della venticinquesima giornata: Lautaro nella storia, Carnesecchi para tutto, Huijsen segna ancora

Ecco la Top11, più l’aggiunta di qualche menzione, dei migliori giocatori della venticinquesima giornata di Serie A.

PORTIERE: Marco Carnesecchi (Atalanta-Sassuolo 3-0). Il suo ritorno a Bergamo aveva aperto un dibattito sulla figura del portiere titolare. Prestazione dopo prestazione Carnesecchi si è preso stabilmente la maglia da titolare. Contro il Sassuolo è miracoloso nel respingere la conclusione di Matheus Henrique a botta sicura, poi nel recupero del primo tempo sale in cattedra: Pinamonti calcia due volte il penalty, lui indovina entrambe le volte l’angolo e porta a casa un clean sheet incredibile;

DIFENSORE: Raoul Bellanova (Torino-Lecce 2-0). Il suo incontro con Juric lo ha cambiato radicalmente. Adesso Bellanova è uno dei punti fermi del Toro e con le sue sgroppate e le sue giocate si sta confermando in forma smagliante. Contro il Lecce corre incessantemente per tutta la gara, e inoltre ha il merito di sbloccare una partita complicata con un diagonale potente e preciso;

DIFENSORE: Dean Huijsen (Frosinone-Roma 0-3). Contro quella che sarebbe dovuta essere la sua squadra, il centrale in prestito dalla Juve si traveste da fantasista e illumina lo Stirpe: si invola verso la porta, dribbla un avversario e con il destro la piazza in porta. L’esultanza polemica verso i tifosi è un peccato di gioventù, ma il centrale olandese ha tutte le carte in regola per diventare un gran giocatore;

DIFENSORE: Denzel Dumfries (Inter-Salernitana 4-0). Torna a vestire una maglia da titolare dopo gli infortuni e le prestazioni super di Darmian, e l’esterno olandese sfrutta al massimo la sua chance. In una serata di netto predominio contro una Salernitana opaca e in difficoltà, Dumfries realizza il gol del 3-0 e nel finale realizza l’assist per il poker di Arnautovic;

CENTROCAMPISTA: Morten Frendrup (Napoli-Genoa 1-1). Centrocampista totale, presenza fissa nel centrocampo genoano grazie al suo lavoro in fase di non possesso e la sua infinita corsa. A Napoli però Frendrup si spinge oltre e all’inizio della ripresa si getta al limite dell’area e con il destro porta avanti il grifone in un pomeriggio quasi storico, vanificato solo dal pareggio nel finale dei partenopei;

CENTROCAMPISTA: Matteo Pessina (Monza-Milan 4-2). Sempre più leader di questo Monza. Contro il Milan oltre alla solita prestazione da metronomo del centrocampo, equilibratore per i due reparti e anche decisivo in zona offensiva. Apre la partita con il suo rigore preciso che spiazza Maignan, nel finale dopo il nuovo sorpasso serve Colombo per il gol che chiude definitivamente la partita;

CENTROCAMPISTA: Mario Pasalic (Atalanta-Sassuolo 3-0). Gasperini non ha mai rinunciato a lui, giocatore capace di ricoprire praticamente tutti i ruoli del centrocampo e dell’attacco. Dopo la grande prestazione di Genova, viene ripiegato nuovamente in mezzo al campo e il suo inserimento in area genera il vantaggio della dea. Negli ultimi anni nessun centrocampista ha segnato più reti di Pasalic in Serie A, a conferma dell’importanza di questo giocatore per l’Atalanta;

CENTROCAMPISTA: Michael Folorunsho (Hellas Verona-Juventus 2-2). Da Bari a Verona è sempre stato un punto fermo delle squadre in cui ha militato. Centrocampista dinamico, tecnico e intelligente. Contro la Juve viene schierato alle spalle della punta e gioca una partita incredibile. Apre le danze con un gol da cineteca, con un tiro al volo di sinistro che finisce all’incrocio. Nel secondo tempo serve Noslin per il secondo vantaggio e pressa incessantemente fino a quando non è costretto a uscire per un problema alla caviglia, MVP;

ATTACCANTE: Dany Mota Carvalho (Monza-Milan 4-2). L’uomo in più dell’attacco del Monza, capace di essere centravanti e trequartista allo stesso tempo. Palladino non rinuncia praticamente mai alle sue qualità e contro il Milan l’attaccante portoghese dispensa tutta la sua classe e la sua incisività contro una difesa rossonera in difficoltà. Raccoglie l’assist di Colpani e apre il piatto per il raddoppio, uscendo poi nel secondo tempo tra gli applausi del suo pubblico;

ATTACCANTE: Joshua Zirkzee (Lazio-Bologna 1-2). Gli aggettivi per questo straordinario attaccante stanno finendo: elegante, preciso, lussuoso, decisivo. Contro la Lazio Zirkzee mette in scena tutta la sua classe e la sua qualità. Nel momento in cui i felsinei soffrono il gioco dei biancocelesti, si abbassa e cerca di far salire la squadra. Nel secondo tempo il copione cambia e allora comincia a farsi vedere dalle parti di Provedel, fin quando non raccoglie l’assist di Kristiansen e spacca la porta per tre punti che non fermano la corsa Champions del Bologna;

ATTACCANTE: Lautaro Martinez (Inter-Salernitana 4-0). La storia chiama e il Toro risponde: firma il raddoppio e chiude la partita dopo nemmeno venti minuti. Gol numero 20 in campionato e 125 in nerazzurro, superato Mauro Icardi al settimo posto per un giocatore che sta scrivendo il suo nome in maniera indelebile nella storia nerazzurra.

ALLENATORE: Raffaele Palladino (MONZA). Rispetto alla scorsa stagione, il Monza ha perso delle certezze, ha perso un po’ di smalto ma i principi di gioco sono sempre stati gli stessi. Palladino ha sempre chiesto tempo e fiducia per il raggiungimento dei risultati previsti, e il tempo gli ha dato ragione. Nelle ultime quattro partite, i brianzoli sono rimasti imbattuti e in tre occasioni non hanno subito gol. Il Milan arriva a Monza per il sorpasso alla Juve, ma la grande prestazione dei biancorossi regala gioie all’Inter, che adesso può allungare vistosamente;

MENZIONI: Tra le menzioni in porta Mile Svilar (Frosinone-Roma 0-3), autore di una grande prestazione e un clean sheet. In difesa il primo gol in Italia di Jordan Zemura (Udinese-Cagliari 1-1) e il doppio assist decisivo di Carlos Augusto (Inter-Salernitana 4-0). A centrocampo il primo -bellissimo- gol di Warren Bondo (Monza-Milan 4-2) che regala i tre punti ai brianzoli; e il secondo gol consecutivo di Gianluca Gaetano (Udinese-Cagliari 1-1). In attacco il gol salvavita di Cyril Ngonge (Napoli-Genoa 1-1) che evita una clamorosa sconfitta ai partenopei; e il secondo gol di Mbaye Niang (Empoli-Fiorentina 1-1), freddissimo dal dischetto per un pareggio d’oro per i toscani.

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